Discussione generale
Data: 
Lunedì, 11 Maggio, 2026
Nome: 
Toni Ricciardi

A.C. 2890

 

Grazie, Presidente. Sottosegretaria Siracusano, necessitavano interventi per cercare di calmierare e di intervenire sul caro prezzi rispetto ai carburanti? Sì. Quindi, noi non contestiamo il fatto che ci fosse la necessità di intervenire e ci mancherebbe altro. Quello che contestiamo, che abbiamo fatto anche nell'altro ramo del Parlamento, in Senato, è la modalità attraverso la quale l'avete fatto. D'altronde, lo stesso Ministro Giorgetti ha dichiarato: è stata una scelta politica. È esattamente questa scelta politica che noi contestiamo.

Siamo dinanzi a un provvedimento con cui - a volte capita - state approvando una cosa che già è scaduta, che è già passata. È un provvedimento la cui efficacia giuridica è stata di corto respiro, la cui efficacia economica è stata pressoché inesistente. È un provvedimento che stanzia oltre mezzo miliardo di euro per ridurre cosa? Le accise, ovvero quell'argomento che - lo ricordo a me stesso - in parte ha contribuito a garantirvi una vittoria elettorale.

Tutte e tutti ricordiamo ancora le straordinarie performance, diciamo, scenografiche e cinematografiche della Presidente del Consiglio dinanzi alla pompa di benzina a dichiarare che, rispetto ai 50 euro richiesti, 15 euro erano per il carburante e 35 erano per le accise. Ora di tempo o, se volete, colleghe e colleghi, di benzina e di diesel nei serbatoi delle automobili ne è stato versato parecchio e, nonostante questo, a distanza di quasi 4 anni del Governo di Giorgia Meloni, noi siamo punto e a capo. Vi eravate dichiarati pronti e alla prima difficoltà che c'è stata in materia vi siete palesati impreparati rispetto al tema.

Avete fatto delle scelte che, tecnicamente, non hanno previsto una differenziazione sociale rispetto all'intervento di cui necessitava il Paese, ma poi soprattutto avete immaginato di svuotare l'oceano con un secchiello: questo è quello che avete fatto. Eppure, colleghe e colleghi, Governo, esiste un'ampia letteratura, c'è tutto un mondo, gli economisti lo sanno, lo dicono e lo scrivono da tempo che, nel momento in cui tu stai annunciando pubblicamente una misura di intervento sui prezzi in un sistema economico oligopolistico come quello della gestione dei carburanti, tu non stai facendo nient'altro che incentivare un processo, come dire, grigio di collusione tra i cartelli di gestione del prezzo dei carburanti. Tant'è che nemmeno arriva la notizia e nonostante si abbiano in magazzino i carburanti già acquistati a prezzi completamente diversi, in un periodo storico completamente diverso, i prezzi immediatamente aumentano.

Allora, da questo punto di vista, si ha la sensazione che anche voi, che avevate annunciato di essere più bravi degli altri, evidentemente qualche errore lo avete anche commesso, non fosse altro dal punto di vista dell'applicazione pratica di un principio che può essere inteso e visto anche come corretto, ma che in realtà non ha inciso, non ha toccato la quotidianità e soprattutto non ha calmierato quei prezzi sui quali avete dichiarato di voler intervenire. È facile citare un esempio a voi molto caro, ovvero la Ferrari e il Pandino, no?

Quante volte lo avete utilizzato come esempio. Voi avete fatto esattamente una misura per cui, se alla pompa di benzina si fosse presentato il cittadino o la cittadina con la Ferrari o il cittadino o la cittadina con il “Pandino Euro 1”, ammesso che esista ancora in circolazione, i benefici sarebbero stati esattamente identici. Allora, voi capite che questa è una difficoltà strutturale e probabilmente un errore che avete compiuto. Che cosa proponevamo noi? Perché, poi, sennò ci limitiamo ogniqualvolta a dire che le opposizioni strillano contro la maggioranza, contro il Governo e non hanno posizioni da avanzare.

Noi avevamo proposto un meccanismo di accisa mobile che andava, di fatto, a recuperare il finanziamento sull'extragettito IVA derivante esattamente dal caro prezzi energia. Ora, è bene spiegarlo alle cittadine e ai cittadini perché si ha la sensazione a volte che il prezzo dei carburanti sia definito da un'entità astratta, dagli ufo o venga deciso sulla Luna o su Marte e che piombi nelle tasche, sulle tasche o, se volete, nei serbatoi dei cittadini. In realtà, il prezzo è definito dalle questioni, come sapete, geopolitiche e congiunturali, ma, allo stesso tempo, il prezzo in un Paese è definito anche da chi gestisce materialmente il flusso del carburante, ossia da chi lo importa, da chi fa, da chi dice, ergo, lo gestiscono quelle società - e fa specie doverlo sottolineare ogni volta - quelle società che in molti casi sono le stesse che determinano, forse più dello stesso Dicastero degli Esteri, la politica estera di questo Paese, ma soprattutto sono società vanto di questo Paese, delle quali tutte e tutti noi ci possiamo vantare, ma che di fatto sono società partecipate dallo Stato. Allora, se sono partecipate, se lo Stato, se il Governo è azionista co-partecipe di chi gestisce esattamente questa cosa, evidentemente, cari colleghi e colleghe, qualcosa, diciamo, che forse non ha funzionato come avrebbe dovuto.

Detto questo, ovviamente tutti sappiamo - e lo dico alle cittadine e ai cittadini - che se a un certo punto tu fai un intervento, una misura, anche in una fase emergenziale, tu sei obbligato a individuare dove vai a individuare le risorse, cioè come copri una misura emergenziale come questa che voi avete posto in essere. È bene ribadirlo: fino all'altro ieri, parliamo del 10 maggio, voi avete stanziato per la riduzione delle accise oltre 1 miliardo e 100 milioni di euro. Io chiedo a me stesso, che ogni tanto faccio carburante, e alle cittadine e ai cittadini se 1 miliardo e 100 milioni di euro abbiano inciso, calmierato, dato una boccata d'ossigeno economico nella quotidianità delle persone. Evidentemente voi all'articolo 1 pretendete con questo provvedimento che venga data trasparenza ai prezzi, che vengano ben affissi, che vengano ben letti, ma poi di fatto i cittadini leggono i prezzi: è come aver sottoposto il malato a una cura farmacologica, ma il farmaco è stato completamente inefficace e inconsistente. Ma vediamo di capire un attimo dove avete recuperato le risorse e come avete coperto questo provvedimento. È straordinario, veramente straordinario. Sarebbe facilissimo dire: guardate, avete assunto un posizionamento politico in termini di politica estera e geopolitica talmente sbagliato e talmente patriottico che avete fatto un danno alla patria senza precedenti. Noi ci troviamo in questa condizione - è bene ribadirlo alle cittadine e ai cittadini - perché il vostro riferimento politico spirituale ha deciso improvvisamente di scatenare una guerra incomprensibile che ha generato tanti di quei danni e sta generando tanti di quei danni che ancora oggi sono inquantificabili e con il rischio, all'orizzonte, di incamminarci verso una di quelle crisi energetiche che fanno tremare i polsi e che sono paragonabili alle crisi energetica della metà degli anni Settanta. Come ci siamo arrivati? Ci siamo arrivati per le non scelte strategiche di questo Governo, ma soprattutto una scelta l'avete fatta ed è bene elencarla in questa sede: dove siete andati a prendere i soldi. Ora tagliate 10 milioni di euro per la giustizia civile e penale al Ministero della Giustizia, e Nordio ringrazia; 25 milioni di euro per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari esteri, poi parliamo del Piano Mattei, ma intanto andiamo a tagliare 25 milioni lì; 20 milioni di euro per il 1° e 2° ciclo di istruzione al Ministero dell'Istruzione, e Valditara ringrazia; 10 milioni di euro per la prevenzione del rischio e per il soccorso pubblico e altrettanti per le politiche di immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti gestite dal Ministero dell'Interno (ah, abbiamo il modello Albania che funziona egregiamente) ; 3,2 milioni di euro per la tutela e gestione delle risorse idriche e del territorio e per la prevenzione del rischio idrogeologico, e Niscemi e le reti idriche del Mezzogiorno vi ringraziano per questo.

Poi, tagliate 9,5 milioni per la salvaguardia della biodiversità e dell'ecosistema marino: e noi non abbiamo problemi di ecosistema e di tutela in questo Paese… Sentite e udite: 96,5 milioni di euro per lo sviluppo e la sicurezza nella mobilità stradale. Qui almeno non li avete presi dai treni, perché avete capito che lì c'è già un problema di orari e di rispetto. Almeno, da questo punto di vista, siete stati lungimiranti.

Dopodiché, noi siamo un Paese che ha la necessità di innovare, di creare orizzonti nuovi, di trattenere cervelli e di essere attrattivo per i cervelli. Voi cosa fate? Tagliate 15 milioni di euro sulla ricerca scientifica e tecnologica, che è un una straordinaria scelta di prospettiva. Venticinque milioni di euro li tagliate al Ministero dell'Agricoltura e 25 milioni di euro - forse capiamo, allora, che cosa è successo - li tagliate al Ministero della Cultura. Poi, poiché giustamente ne avete messi talmente tanti e avete sbandierato a destra e a manca di esser stato il Governo che ha fatto il maggiore investimento in sanità, quando è notoriamente, empiricamente e scientificamente dimostrato che l'investimento in sanità va calcolato in rapporto al PIL e non in termini assoluti, ma, proprio perché avevate ecceduto in termini assoluti, andate a tagliare 86 milioni al Ministero della Salute, di cui 56 previsti per la tutela della salute, con un taglio all'interno di 35 milioni per la prevenzione, perché giustamente noi siamo un Paese che fa tanta di quella prevenzione che possiamo permetterci di ridurre anche le risorse in tal ambito e giustamente, per non farvi mancare nulla, tagliate 25 milioni ai fondi sulla ricerca per il settore della sanità pubblica. D'altronde, se l'orizzonte patriottico di questo Governo è quello dell'incentivazione e dell'apertura delle porte nei confronti della sanità privata, ovviamente è chiaro che, in un certo qual modo, bisogna penalizzare quella pubblica.

Colleghe e colleghi, noi ci ritroviamo… Ho fatto l'elenco della spesa, non perché voi non lo conosciate, dato che, quindi, l'avete decisa voi, ma perché è bene ribadirlo alle cittadine e ai cittadini. Mi sembra di vivere una sorta di déjà-vu. Quando parlavate del modello Albania, a un certo punto mi presi la briga di andare a fare i conti per capire questi 760 milioni di euro per coprire lo straordinario modello Albania che funzionerà. In realtà, ancora oggi, non funziona. Li avevate tagliati ai vari Ministeri e voi state facendo la stessa cosa. Noi stiamo parlando solo di una puntata di questa trilogia, cioè noi stiamo parlando del 50 per cento dei fondi che avete stanziato per questa emergenza, adottando, se mi consentite, uno dei processi più anacronistici di recupero di coperture economiche. Perché anacronistici? Allora, che questo Paese stia vivendo una difficoltà dal punto di vista energetico non è cosa nota dal 2022 (data e anno in cui vi siete insediati), ma è cosa nota da tempo. Quindi, vi sto fornendo già l'assist per chi interverrà di maggioranza, ove mai ci sarà qualcuno, per dire: il problema energetico non è stato mai affrontato nemmeno dai Governi della sinistra, allora di che cosa state parlando? Giusto, il tema però è un altro. Il tema è che, rispetto a una narrazione politica che avete fatto e rispetto a delle scelte che dovevate compiere, oggi questa crisi e questa emergenza ci hanno dimostrato e palesato la totale incapacità e impreparazione strategica e di prospettiva di questo Esecutivo. Mi sembra del tutto evidente. Io lo chiedo al Governo, auspicando che non sia così. Se la crisi energetica dovesse perdurare e se continua a perdurare la non intelligenza di chi sta gestendo questo conflitto folle, chiedo - se è lecito, di grazia, e mi rivolgo alla Presidente del Consiglio - di sapere qual è l'orizzonte che ha in testa e come immagina di affrontare il caro carburanti o la crisi energetica e se addirittura dovesse accadere - noi auspichiamo che non accada e facciamo il tifo affinché questo non accada - che tra 30 giorni o tra due mesi, in pena fase estiva e con i turisti alle porte, sperando che siano sempre di più e che vengano sempre di più a godere del beneficio e delle bellezze del nostro Paese e delle strategie comunicative che avete adottato, si troveranno a dover fare i conti con i voli che vengono cancellati. Ci sono compagnie di primissimo piano che hanno già oggi dichiarato di aver cancellato 5.000, 10.000, 20.000 voli. Gli aeroporti periferici o, meglio, gli aeroporti più piccoli e di provincia in questo Paese, grazie a quel volo, a quei due voli o a quei tre voli quotidiani, hanno aperto uno spiraglio per il loro turismo. Penso soprattutto a tante regioni meridionali, dove i governi territoriali, senza distinzione di colore, hanno fatto sforzi pur di garantire un servizio che proiettasse i propri territori del margine su uno scenario internazionale. Ora a questi territori, a queste persone e ai presidenti di regione, che hanno fatto alcune scelte, che cosa andate a dire? Qual è la prospettiva che gli offrite?

Allora, queste, care colleghe e colleghi, sono le domande che noi ci dovremmo porre, ma soprattutto queste sono le risposte che voi dovreste cercare. Noi siamo arrivati alla fine di questo provvedimento complessivo, perché noi stiamo parlando oggi dei 527 milioni, ma in realtà parliamo di circa un miliardo e 100. Nel prossimo mese noi che cosa facciamo? Voi che cosa prevedete di fare? Di accendere un cero, sperando che il conflitto termini, o avete una strategia da proporre alle cittadine e ai cittadini, soprattutto nella speranza che questo Paese possa affrontare una crisi energetica probabilmente - speriamo di no - senza precedenti?

Per questa ragione, dichiariamo la nostra convinta e profonda contrarietà a questo provvedimento che non risolve i problemi.